Moda

Quiet luxury sul Garda: come si veste chi vive il lago tutto l'anno

Loro Piana, Zegna, Cucinelli, Rubinacci. Il guardaroba del Garda tra lino, cashmere e un rifiuto quasi ideologico del logo.

10 febbraio 2026·5 min di lettura·Andrea Dallamano

Il Garda è una geografia del quiet luxury. La borghesia bresciana e veronese che frequenta il lago tutto l'anno — non solo le due settimane di agosto — ha da sempre un rapporto sobrio con l'abito: si vestono bene, ma senza gridare. Chi arriva dal nord Europa o dagli Stati Uniti, dopo un paio di stagioni, si allinea.

In estate domina il lino. Panama, camicie a manica lunga con collo aperto, pantaloni con pinces, mocassini senza calze: la palette è chiara, avorio, sabbia, blu polvere. I riferimenti sono Loro Piana per la maglieria estiva, Rubinacci e Cesare Attolini per la sartoria napoletana, Doriani e Bettoni Milano per la parte più classica lombarda.

In autunno e primavera entrano in scena i tessuti tecnici eleganti — Zegna con la sua linea Elements, Herno con i piumini leggeri, Aspesi con i field jacket — perfetti per una giornata che inizia in barca al mattino, prosegue in cantina nel pomeriggio e finisce a cena in un ristorante stellato.

In inverno il codice è il cashmere. Brunello Cucinelli è ovunque, ma con misura: golf a girocollo su camicia bianca, gilet in cachemire, pantaloni in flanella. Zegna aggiunge il capospalla, Kiton la giacca destrutturata. Ai piedi: stivaletti in scamosciato o boots Chelsea.

Il gioiello, quando c'è, è discreto: un Cartier Tank vintage, una Reverso Jaeger-LeCoultre in oro rosa, un pezzo di Elisabetta Cipriani o Faraone. Il logo grande, sul Garda, è una scelta consapevolmente esclusa. È un dettaglio che vale più di qualsiasi presentazione.

Andrea Dallamano · Real Estate · Lago di Garda
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