Moda

Orologi da uomo sul Garda: tra Patek e Vacheron, la discrezione conta

Non è terra di Richard Mille flashy. Sul Garda la cultura dell'orologio classico ha regole precise, con Patek Philippe, Vacheron Constantin e Lange & Söhne al centro.

20 gennaio 2026·4 min di lettura·Andrea Dallamano

L'orologio è, sul Garda, un indicatore culturale letto con attenzione. La regola generale è: meno il pezzo è riconoscibile a distanza, più è apprezzato. È il rifiuto — quasi ideologico — dell'orologio da red carpet a favore dell'orologio da conoscitore.

Le marche di riferimento sono le classiche: Patek Philippe (Calatrava, Nautilus 5711 e 5811 se davvero si vuole essere visti, Grand Complications), Vacheron Constantin (Overseas, Patrimony), Audemars Piguet (Royal Oak nelle versioni sottili), A. Lange & Söhne (Lange 1, Odysseus, Datograph), Breguet.

Rolex è presente ma con selezione: i modelli piloti (Daytona vintage, Explorer 1016, GMT Master anni Sessanta) sono apprezzati; i Submariner o Datejust nuovi sono considerati troppo ovvi. Richard Mille, se c'è, resta a casa per la corsa in pista, non per la cena in villa.

Cresce, tra i più giovani collezionisti gardesani, l'interesse per il vintage Cartier (Tank Cintrée, Crash, Pebble) e per l'indipendente contemporaneo di alto livello: F.P. Journe, Philippe Dufour, Kari Voutilainen. Sono scelte che segnalano lettura del settore e capacità di guardare oltre l'ovvio.

Andrea Dallamano · Real Estate · Lago di Garda
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