Immobiliare

Seconda casa sul Garda: la fiscalità che nessuno racconta

IMU, TARI, cedolare secca, tassazione delle plusvalenze. Un quadro sintetico per capire il costo reale di una seconda dimora.

14 aprile 2026·5 min di lettura·Andrea Dallamano

Comprare una seconda casa sul Garda comporta un costo di gestione fiscale che, in fase di acquisto, molti sottovalutano. Il capitolo principale è l'IMU: sulle seconde case si applica al 100% con aliquote comunali che sul Garda variano tra il 10,6 e il 12,6 per mille, calcolate sulla rendita catastale rivalutata.

Per una villa di pregio con rendita catastale elevata, l'IMU annua può facilmente superare i quindicimila euro. A questo si aggiunge la TARI, la tassa rifiuti, che sul Garda ha aliquote sensibili per gli immobili non residenti.

In caso di locazione, la scelta tra tassazione ordinaria e cedolare secca dipende dal reddito complessivo del proprietario e dal contratto (locazione breve turistica, transitoria, 4+4). Sul Garda la locazione breve turistica è molto diffusa e il regime della cedolare secca al 21% (o 26% per le seconde e successive locazioni brevi) è di solito il più conveniente.

Sulla plusvalenza, se l'immobile viene rivenduto entro cinque anni dall'acquisto la plusvalenza è tassabile (con opzione tra tassazione ordinaria e imposta sostitutiva del 26%). Oltre i cinque anni, la plusvalenza è esente. È un elemento da considerare nell'orizzonte di investimento.

Andrea Dallamano · Real Estate · Lago di Garda
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