Immobiliare

Ville liberty del Garda: perché continuano a rivalutarsi

Tra fine Ottocento e primi Novecento sul lago sorse una delle collezioni di ville liberty più importanti d'Europa. Oggi il mercato le riconosce.

15 marzo 2026·5 min di lettura·Andrea Dallamano

Il liberty del Garda è un capitolo poco studiato dell'architettura italiana. Tra il 1890 e il 1915, la sponda occidentale — soprattutto Gardone Riviera, Fasano, Salò, Toscolano — vide sorgere decine di ville commissionate da industriali tedeschi, austriaci e milanesi che avevano scoperto il lago come stazione climatica.

Architetti come Ettore Fagiuoli, Adolfo Coppedè, Federico Mannich hanno lasciato edifici che oggi sono tra i pezzi più ricercati del mercato: torri, bovindi, decorazioni a stucco, vetrate policrome, giardini a terrazzamenti con belvederi in ferro battuto.

Il valore di queste ville è aumentato del 30-50% negli ultimi dieci anni, in modo asimmetrico rispetto al resto del mercato. Le ragioni sono tre: sono una collezione finita (non se ne producono più); i vincoli le proteggono da manomissioni che comprometterebbero il valore; sono riconoscibili anche da un pubblico non italiano, cosa che le rende asset internazionalmente scambiabili.

L'aspetto delicato è la manutenzione: intonaci decorati, vetrate, ferro battuto, tegole in cotto originale richiedono maestranze e budget consistenti. Ma è esattamente questa complessità a sostenerne la scarsità.

Andrea Dallamano · Real Estate · Lago di Garda
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