Garda

Gardone Riviera: la Belle Époque non è mai finita

Il paese che accolse D'Annunzio, i grandi alberghi liberty e le ville dei Feltrinelli: perché Gardone resta il salotto storico del lago.

24 gennaio 2026·6 min di lettura·Andrea Dallamano

Gardone Riviera nasce come stazione climatica alla fine dell'Ottocento, quando medici austro-ungarici e tedeschi scoprono che il microclima della sponda bresciana — con la protezione del monte San Bartolomeo dai venti del nord — offre inverni miti adatti alla convalescenza. In pochi anni sorgono il Grand Hotel Gardone (oggi Villa Fiordaliso e altre proprietà), il Grand Hotel Fasano, il Savoy Palace: architetture liberty pensate per un turismo di lunga durata, che vive il lago da ottobre a maggio.

L'arrivo di Gabriele D'Annunzio nel 1921 cristallizza l'identità del paese. Il Vittoriale degli Italiani — la cittadella-monumento che il poeta costruisce sulla collina di Cargnacco — diventa in pochi anni il set di un'esistenza mitologica, e attira artisti, industriali, aristocratici. Toscanini viene a suonare, Marinetti dorme al Savoy, Mussolini fa più di una visita di stato.

Il Vittoriale oggi è visitato da mezzo milione di persone all'anno e resta la seconda casa-museo più frequentata d'Italia dopo la Casa di Giulietta. Ma la sua influenza è più profonda: ha dato a Gardone un'identità culturale che nessun altro paese del lago possiede.

L'immobiliare di Gardone è stratificato: ville liberty di grande metratura sui pendii, appartamenti storici sul lungolago (spesso con affaccio diretto), case rurali riconvertite sulla collina. È uno dei mercati più maturi del Garda, con prezzi stabili e una domanda internazionale costante — specialmente da Germania e Svizzera.

Andrea Dallamano · Real Estate · Lago di Garda
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