Amarone della Valpolicella: il rosso che si beve sul Garda
A trenta minuti dalla sponda veronese nasce uno dei grandi rossi del mondo. Guida essenziale a un territorio vicino e a una cantina d'eccezione.
La Valpolicella è, geograficamente, il vero entroterra della sponda veronese del Garda. Bardolino, Lazise e Peschiera sono a meno di trenta minuti dalle prime cantine, e chi vive il lago tutto l'anno considera la Valpolicella come il proprio giardino enologico.
L'Amarone della Valpolicella DOCG nasce da uve — Corvina, Corvinone, Rondinella — appassite per tre-quattro mesi in fruttai ventilati, che concentrano gli zuccheri e complessano gli aromi. Il vino risultante è caldo, denso, con note di frutta rossa matura, cacao, tabacco, e alcolicità elevata.
Le cantine di riferimento sono Giuseppe Quintarelli (con annate leggendarie e attese di decenni), Romano Dal Forno (stile moderno di grandissima estrazione), Bertani (con annate storiche che si affiancano ai grandi Bordeaux), Masi, Allegrini, Tommasi, Zenato. Ognuna con uno stile marcatamente personale.
Chi vive sul Garda e frequenta la Valpolicella si costruisce presto una piccola cantina orizzontale: alcune bottiglie di Amarone di annate diverse, qualche Recioto (la versione dolce), un Ripasso della propria cantina di riferimento come vino da tutti i giorni. È uno dei piaceri più solidi della vita gardesana.
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