Sardine di lago: il piatto più povero e più raffinato del Garda
Aole essiccate al sole, olio del Garda, un bicchiere di Chiaretto giovane. La cucina povera che è diventata il simbolo del lago.
Le sardine di lago del Garda sono in realtà aole (Alburnus alburnus), un piccolo pesce d'acqua dolce che viene pescato in primavera e conservato con una lavorazione tradizionale: pulitura, salatura, essiccazione al sole per alcuni giorni, poi conservazione sotto olio con foglie di alloro.
È una preparazione antichissima, nata come cucina povera dei pescatori del Garda, e oggi è probabilmente il piatto più identitario del lago. Le migliori si trovano in Val di Sogno (Malcesine), a Cassone, a Torri, e in poche trattorie storiche della sponda bresciana.
Il consumo è quasi rituale: si servono a temperatura ambiente, su un piatto piano, condite con olio del Garda a crudo, un pizzico di pepe, eventualmente aceto di vino bianco. Si accompagnano con pane bianco tostato e un bicchiere di Chiaretto giovane. È uno dei pochi antipasti al mondo capaci di raccontare un territorio in tre minuti di degustazione.
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